Case in Legno e Architettura bioclimatica

Case in Legno e Architettura Bioclimatica: progettare e costruire al meglio

In edilizia ed architettura, tematiche e concetti come ecologia, qualità, sostenibilità ambientale hanno acquisito una notevole rilevanza e, di conseguenza, sono state introdotte negli ultimi decenni nuove categorie e termini come “bioedilizia”, “bioarchitettura”, “architettura bioclimatica”.
Oggi approfondiamo proprio la nostra conoscenza di quest’ultima materia.

Un nuovo approccio: la Bioclimatica

Negli anni a partire dal dopoguerra sino alla crisi petrolifera degli anni ‘70, la rapida ricostruzione urbana delle città italiane ha spezzato drasticamente il radicato legame con la tradizione edilizia regionale, da sempre basata sull’impiego di tecniche costruttive consolidate e materiali estratti localmente, mirata alla realizzazione di edifici adeguati alle specifiche condizioni climatiche della zona.

Per questo, la maggior parte del patrimonio immobiliare costruito dagli anni ‘50 agli anni ‘80 risulta scarsamente isolato, poco confortevole termicamente e richiede molta energia per essere riscaldato in inverno e raffrescato d’estate.
Nei decenni successivi, i crescenti costi energetici e gli elevati livelli di inquinamento urbano hanno imposto un nuovo approccio normativo alle costruzioni, al fine di realizzare edifici sempre più isolati termicamente, introducendo le cosiddette “energie rinnovabili” in luogo di quelle fossili per scaldare, raffrescare e produrre acqua sanitaria.

Definizione di architettura bioclimatica

Si parla di architettura (e non di edilizia) bioclimatica, per evidenziare una spiccata sensibilità verso alcuni fattori, a partire dalla progettazione dell’edificio secondo precise linee guida. Essa migliora le condizioni di comfort termico, calandosi nel contesto climatico ed ambientale (sole, vento, precipitazioni atmosferiche, morfologia, idrografia e vegetazione), ottimizzando le risorse e minimizzando l’impatto del fabbricato sull’ecosistema.

L’architetto dovrà ridurre gli sprechi energetici, curando forma ed orientamento del fabbricato, sfruttando l’apporto energetico gratuito e passivo dell’irraggiamento solare per effetto serra durante i mesi invernali, schermando adeguatamente gli ambienti nei mesi caldi per evitare il surriscaldamento estivo.
La progettazione bioclimatica riprende alcuni concetti costruttivi tradizionali locali per realizzare involucri pienamente inseriti nel tessuto urbano. Essa richiede la conoscenza approfondita delle specifiche condizioni climatiche del luogo di costruzione, della morfologia del terreno, dell’orientamento del lotto verso il movimento del sole.

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Alcune soluzioni bioclimatiche

Un esempio di architettura bioclimatica può essere un edificio che sfrutti i venti dominanti (in particolare le brezze nei litorali marini) per raffrescare in modo passivo gli ambienti nei mesi più caldi, orientando la pianta dell’edificio in senso perpendicolare alla costa. Un altro esempio è l’impiego tradizionale del colore bianco per riflettere la radiazione solare nelle zone mediterranee.
Nei climi nordici si utilizzano tradizionalmente verande a serra (o bow-window) per massimizzare il guadagno solare nei mesi invernali. Tali dispositivi possono essere aperti durante l’estate, fungendo da schermature alla radiazione diretta del sole.

Un esempio di progetto dotato di serre bioclimatiche che studia la ventilazione

In generale l’architettura bioclimatica richiede la realizzazione di involucri edilizi di notevole spessore, con murature esterne e pacchetti di copertura accoppiati a pannelli di coibentazione. Anche gli infissi e le componenti trasparenti (cristalli e vetrate) devono garantire un buon livello di isolamento termico, in particolare durante i mesi freddi. Esistono sul mercato molteplici soluzioni, come vetri fotocromici e termocromici (quest’ultimi, sensibili al calore) per limitare il surriscaldamento estivo.
La progettazione bioclimatica di un edificio può persino migliorare le condizioni di illuminazione diurna naturale per evitare il ricorso all’illuminazione artificiale, eliminando le zone d’ombra e poco luminose, al fine di ridurre gli sprechi elettrici.

Progettazione bioclimatica, sole, materiali, fonti rinnovabili

In generale le soluzioni adottate forniscono un contributo energetico di tipo passivo. Come accennato, il principale sistema di captazione dell’energia solare è quello a guadagno diretto, che prevede la realizzazione di ampie superfici vetrate esposte verso il sud (quasi sempre aperte verso ambienti di soggiorno o le camere).

 

Un esempio di progettazione bioclimatica in funzione dell’irraggiamento solare

Come possiamo vedere da questa immagine, il calore del sole nei mesi invernali penetra facilmente all’interno dell’edificio, quando i raggi si trovano in posizione obliqua e bassi sulla linea dell’orizzonte, mentre dovranno essere bloccati all’esterno mediante elementi di schermatura durante l’estate, quando si trova vicino allo zenith; a tale scopo si utilizzano soluzioni costruttive come aggetti e sporgenze, tettoie, balconi, portici o veri e propri elementi frangisole.
I materiali impiegati nell’architettura bioclimatica saranno prevalentemente a basso contenuto energetico e privi di sostanze tossiche.

Case in Legno e bioclimatica

Le case prefabbricate in legno sono un perfetto esempio di costruzioni in bioedilizia sostenibile, in quanto il legname impiegato per la realizzazione delle strutture portanti è per definizione rinnovabile, di semplice produzione, trasporto e lavorazione e quindi, di per sé ecologico.
Il bilancio energetico ridotto delle architetture bioclimatiche è inoltre dovuto al connubio con impianti termici basati su fonti di energia rinnovabile ad alto rendimento, come pannelli solari fotovoltaici e termici, pompe di calore, ventilazioni meccaniche controllate a recupero di calore, impianti eolici e biomasse.
L’architettura bioclimatica garantisce efficienza, sicurezza, benessere igrotermico e rispetto della natura, senza un aggravio dei costi di realizzazione, in quanto si basa prevalentemente sul rispetto di principi progettuali di tipo passivo, senza ricorrere ad impianti complessi o a soluzioni costruttive ardite.

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