Superbonus: cosa succede se i lavori sforano le scadenze?

Superbonus: cosa succede se si sforano le scadenze?

Come sappiamo, l’art. 119 del Decreto Legge n. 34/2020 (Decreto Rilancio) permette di portare in detrazione fiscale al 110% le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica ed abbassamento del rischio sismico.

Il Superbonus al 110% è materia assai complessa, soggetta a molteplici modifiche ed interpretazioni dalla sua emanazione in poi.

I termini del Superbonus

Le tempistiche per rientrare nei benefici fiscali sono stato originariamente fissate dal medesimo decreto in una finestra temporale posta tra l’1 luglio 2020 e il 31 dicembre 2021.
Tali termini sono stati parzialmente prorogati tramite la Legge di Bilancio 178/2020 e il Decreto Legge n. 59 del 2021, che hanno spostato le scadenze al 30 giugno 2022, con ulteriori proroghe al 31 dicembre 2022 ancora da confermare.

Gli incentivi sono esplicitamente rivolti a privati, mentre restano escluse le attività di impresa, arte o professione.

Le attuali scadenze per edifici unifamiliari e condomini

Al momento le scadenze sono così ripartite:

  • Gli interventi sugli edifici unifamiliari devono essere completati entro il 31/12/2021, anche se tale data verrà quasi certamente spostata al 30/06/2022, previa proroga del Consiglio dell’Unione Europea.
  • Gli edifici plurifamiliari da 2 a 4 unità devono terminare il 60% dei lavori il 30/06/2022, con una scadenza finale il 31/12/2022.
  • I condomini oltre le 4 unità abitative hanno una scadenza finale per il completamento degli interventi fissata al 31/12/2022, senza vincoli inerenti lo stato di avanzamento dei lavori.
  • Le case popolari hanno diritto ad un ulteriore anno, potendo completare il 60% dei lavori il 30/06/2023, con una proroga finale dell’agevolazione al 31/12/2023.

Il successo del Superbonus sta spingendo il Governo a considerare la concessione di ulteriori proroghe, considerati i vantaggi economici per tutto il settore dell’edilizia, oltre al conseguimento degli obiettivi di sicurezza e efficientamento energetico del patrimonio immobiliare nazionale, come previsto dalle direttive dell’Unione Europea, che prevedono il raddoppio del tasso di efficienza degli edifici entro l’anno 2025.

Bonus alternativi

Alla scadenza dei termini (come detto, salvo proroghe, comunque probabili), restano attivi i classici incentivi fiscali, come l’Ecobonus (65% e 50%), il Conto Termico (65%) e il Bonus Ristrutturazioni (50%).
Questi incentivi risultano di più semplice applicazione rispetto al 110% e possono comunque essere cedute alla ditta che esegue i lavori tramite sconto in fattura.

Requisiti di accesso al Superbonus

Per godere a pieno degli incentivi fiscali al 110% vanno soddisfatte le molteplici condizioni imposte dalle normative in materia, pena la decadenza integrale del beneficio.

Conformità urbanistica

In primis, non devono sussistere difformità urbanistiche sugli edifici oggetto di intervento, quali interventi abusivi o in contrasto con il titolo autorizzativo.
Va infatti ricordato che il beneficiario del Superbonus resta il principale responsabile di eventuali errori e carenze documentali e che l’annullamento della pratica da parte dell’Agenzia delle Entrate comporta purtroppo la restituzione integrale delle somme ricevute.

Rispetto delle scadenze

Il rispetto delle scadenze resta uno dei requisiti determinanti ai fini della validità dei benefici fiscali.
Per molti interventi si tratta di una corsa contro il tempo vera e propria.
Nella maggior parte dei casi, passano molti mesi tra accertamento della conformità urbanistica, progettazione e presentazione ed approvazione delle pratiche, con il rischio di non rientrare negli attuali termini fissati per il completamento dei lavori.

Esempi pratici

Per semplificare, prendiamo il caso di un edificio plurifamilare costituito da 2 unità abitative. Sappiamo che è necessario raggiungere una percentuale del 60% dei lavori agevolati al 30 giugno 2022. Tale data si riferisce esplicitamente ai pagamenti e non allo stato di avanzamento dei lavori, che può dunque risultare parzialmente difforme.
In questo caso, se la percentuale pagata supera il 60% della contabilità, si ha diritto alla proroga a fine anno, mentre se risulta inferiore, restano validi i pagamenti già sostenuti (anche se sotto il 60%) e gli ulteriori interventi potranno ricadere nelle vecchie agevolazioni come l’Ecobonus al 65% o nel Bonus Facciate, sempre che sussistano i requisiti.

Un altro caso può essere riferito ad un edificio unifamiliare. La scadenza finale è attualmente prevista al 31 Dicembre 2021 (come detto, in attesa di conferma della proroga al 30 giugno 2022 da parte del Consiglio dell’Unione Europea).
Anche in questo caso fanno fede i pagamenti già sostenuti entro tale data. Tutti i lavori pagati successivamente al termine devono essere rimodulati nei vecchi incentivi.

Decadenza parziale dell’agevolazione

Per concludere, le scadenze temporali attualmente in vigore vanno rispettate per poter portare in detrazione al 110% tutte le spese sostenute, ma anche qualora la fine dei lavori di riqualificazione e/o messa in sicurezza antisismica sforasse i termini previsti dai decreti attuativi, non si andrà incontro alla perdita totale del Superbonus, ma ad una perdita parziale, relativa alla parte di lavori effettuati e pagati “oltre scadenza”.

Il termine temporale non pesa dunque come altre condizioni (ad es. la conformità urbanistica), che possono portare, se non soddisfatte, alla decadenza integrale dei benefici fiscali.

 

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