Impianto a pavimento fresato: caratteristiche e posa in opera

Impianto a pavimento fresato: caratteristiche e posa in opera

In un’ottica di riqualificazione energetica, l’impianto radiante a pavimento risulta essere la scelta ideale da affiancare all’installazione di una pompa di calore. Lavorando a basse temperature, infatti, si integra particolarmente bene con questo motore elettrico ad alta efficienza.
Nel panorama odierno, esistono diversi tipi di impianto radiante a pavimento fra i quali poter scegliere.

Come scegliere il giusto impianto a pavimento

È pratica diffusa, nel prendere in esame una riqualificazione, iniziare la progettazione dalla scelta del generatore. Per la riuscita ottimale dell’intervento, è invece fondamentale considerare fin dall’inizio le caratteristiche dell’edificio e le esigenze specifiche dei suoi abitanti.

Si partirà quindi da un’attenta analisi dell’edificio: dimensione e distribuzione degli ambienti, condizioni climatiche esterne e studio della coibentazione necessaria per ridurre al minimo la dispersione.

In seguito, verrà valutato il modo migliore per riscaldare/raffrescare la casa e solo successivamente andranno prese in esame la generazione e distribuzione del calore, di pari passo con la gestione ottimale degli impianti. Ogni impianto ha infatti caratteristiche che, a seconda della situazione specifica, del tipo di immobile e delle esigenze del committente, possono risultare alternativamente in benefici o svantaggi.

Con uno sguardo sempre rivolto alle caratteristiche e le differenze dei diversi impianti disponibili sul mercato, oggi andremo ad analizzare più nel dettaglio l’impianto a pavimento fresato.

L’impianto a pavimento fresato

Il primo passo per procedere alla realizzazione di un impianto a pavimento fresato, è lo studio della disposizione e del numero di anelli di distribuzione per mq necessari per l’ottimale riscaldamento dei singoli ambienti.
Generalmente il passo fra i condotti è di circa 10/12cm. In ambienti particolarmente piccoli (come ad esempio i bagni) è importante tenere in considerazione, nella fase di progettazione, anche il posizionamento della cassetta di distribuzione nella quale andrà alloggiato il collettore, lo spazio di manovra per la macchina fresatrice, il posizionamento dei sanitari e la superficie minima necessaria per riscaldare l’ambiente. In caso di necessità (o per maggior comfort) l’impianto è integrabile con l’installazione di scaldasalviette che lavorano a bassa temperatura.

La posa in opera dell’impianto a pavimento fresato

Fresatura del pavimento

Terminata la fase progettuale, un tecnico specializzato provvederà a intagliare nel pavimento le gole di posizionamento delle tubazioni, tramite una macchina fresatrice brevettata, studiata per ridurre al minimo la polvere risultante dalla fresatura.

Si procederà ad un’accurata pulizia delle canaline, all’interno delle quali verrà effettuata la posa delle tubazioni e si andrà a caricare l’intero circuito con dell’aria compressa per verificare, per mezzo di un manometro sul collettore, che non siano presenti eventuali perdite.

Pulizia delle canaline e posa dei tubi

Confermato il corretto funzionamento dell’impianto, si procederà alla pavimentazione.
Non è infatti necessario realizzare un ulteriore massetto di copertura né utilizzare un livellante. Non sono richieste particolari indicazioni per la copertura del pavimento, si potrà dunque procedere direttamente con la posa della finitura prescelta (parquet, resina, piastrelle, etc).

Analizziamo ora le specifiche di questo particolare impianto per capirne pro e contro.

6 vantaggi dell’impianto a pavimento fresato

1 – Non è necessario smantellare il massetto

La fresatura può essere realizzata anche su pavimentazioni già esistenti (sempre che il rivestimento sia resistente e non si sfaldi durante il processo di fresatura). In caso di sostituzione dell’impianto idraulico ed elettrico, è invece possibile andare a fresare il nuovo massetto, ricostruito a copertura dei nuovi impianti.

2 – Non richiede grandi altezze

L’impianto a pavimento fresato comporta un innalzamento minimo (circa 3cm) nello spessore della pavimentazione e può rappresentare pertanto una soluzione ottimale per la riqualificazione di immobili con problematiche di altezza.

3 – Economia nella gestione del cantiere (in termini di tempo e denaro)

La fresatura di un pavimento già esistente consente una gestione del cantiere più efficace.
È infatti possibile evitare la demolizione e ricostruzione del massetto (con relativi tempi di asciugatura), riducendo i tempi di lavorazione ed evitando alla base lo smaltimento di grandi quantità di materiale edile. Contestualmente, una gestione più rapida del cantiere si traduce in un ulteriore risparmio dei costi di realizzazione.

4 – Personalizzazione nella gestione dell’impianto

Su grandi superfici, l’impianto a pavimento fresato, a differenza dell’impianto a pavimento tradizionale, consente una gestione differenziata della temperatura dei vari ambienti.
A tale scopo sarà posizionata una sonda di temperatura (in grandi ambienti anche più di una) per la rilevazione e gestione personalizzata della temperatura di ogni singola stanza.

5 – Riduzione drastica dell’inerzia termica

L’impianto a pavimento tradizionale è generalmente posizionato sotto un massetto di 5cm circa che provoca inevitabilmente un’inerzia nel reagire alle variazioni di temperatura richieste. Per evitare disagi, si tende quindi a tenerlo sempre acceso. Con la fresatura del pavimento, invece, l’impianto è a diretto contatto con la pavimentazione ed il ridotto spessore del sistema garantisce una bassa inerzia termica e di conseguenza tempi rapidi di riscaldamento e raffrescamento della superficie.

6 – Elasticità nella gestione dell’impianto

In zone climatiche più miti, l’assenza di inerzia (e quindi una veloce rispondenza dell’impianto di riscaldamento alle variazioni) consente di adattare il lavoro della pompa di calore alle effettive necessità dell’abitazione, scegliendo giorno per giorno se tenere l’impianto acceso e riducendo così eventuali sprechi.

Punto critico del pavimento fresato: mancanza di isolamento sottopavimento

Andando a fresare un pavimento già esistente, non sarà chiaramente possibile inserire un isolamento sottopavimento, questo comporterà inevitabilmente una dispersione di calore verso il basso. Tuttavia, rispetto ad un impianto tradizionale coperto da massetto, l’impianto a pavimento fresato è a diretto contatto con la pavimentazione e incontrerà quindi una minore resistenza termica verso l’alto.
La dispersione di calore verso il basso sarà dunque parzialmente compensata dalla minore resistenza termica offerta dalla pavimentazione.

Conclusioni

L’impianto a pavimento fresato ha caratteristiche che (a seconda dei casi specifici) possono renderlo più o meno adatto alle particolari esigenze di chi si accinge a riqualificare la propria abitazione.

In questo periodo di Super Ecobonus al 110%, è facile lasciarsi affascinare dalla possibilità di ristrutturare gratuitamente la propria abitazione e lanciarsi a capofitto in un’avventura che non è affatto semplice né prevedibile nei risultati.
Incentrare la riqualificazione sul risparmio, invece che sulla scelta ragionata delle soluzioni più adatte all’immobile in esame, può essere una mossa fortemente controproducente.

Il modo migliore di procedere è dunque quello di avanzare un passo per volta, con attenzione costante all’obiettivo finale di una riqualificazione studiata su misura.
Solamente interpolando le necessità del proprietario, le caratteristiche dell’edificio e le possibilità offerte dal panorama degli impianti di nuova generazione, sarà infatti possibile identificare il prodotto giusto per ogni specifica situazione.

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