Riscaldamento con Pavimento radiante

Riscaldamento con pavimento radiante

La giusta temperatura in ogni ambiente

Una casa ben climatizzata è sicuramente fonte di comfort e benessere. Specialmente nei periodi freddi, sentirsi accolti da un calore diffuso giova sia nella vita familiare che negli ambienti di lavoro. Tra i sistemi per riscaldare gli ambienti, in questo articolo ci occupiamo del riscaldamento a pavimento radiante, identificato nel nostro portale come una delle 11 caratteristiche green in base alla presenza delle quali è possibile filtrare la ricerca di immobili in affitto o vendita.
Si tratta di una tecnologia con molti vantaggi economici ed abitativi, ma che conviene solo se si possono soddisfare alcuni requisiti minimi, in termini di utilizzo e condizioni costruttive. Vediamo cos’è e come funziona.

La struttura dell’impianto

Un impianto di riscaldamento a pavimento sfrutta il processo dell’irraggiamento del calore. In pratica, al contrario dei normali caloriferi, che sfruttano processi di convezione per distribuire calore, un pavimento riscaldato irraggia il calore in modo uniforme sfruttando una superficie radiante e senza moti circolatori.

La struttura è costituita da un complesso di tubi riscaldanti posizionati sotto la pavimentazione calpestabile, disposti a serpentina o a spirale (dove andata e ritorno viaggiano paralleli).
I tubi sono inseriti in pannelli isolanti, fibra di sughero o di legno, che, oltre ad evitare la dispersione del calore verso il basso, fanno da supporto fisico oppure possono essere direttamente immersi e bloccati in materiali sintetici solidificanti, come il poliuretano, per essere poi ricoperti dal massetto, nelle case in muratura, o da pannelli in legno per le case in bioedilizia.

Infine, viene posto il rivestimento superficiale che può essere costituito da piastrelle, parquet flottante, moquette, linoleum o altri tipi di copertura.

struttura impianto radiante

Esistono 2 tipologie di elementi riscaldanti:

  1. tubi riscaldati ad acqua, la metodologia più comune;
  2. tubi riscaldati ad elettricità.

I primi, collegati ad un impianto di riscaldamento dell’acqua, sono costruiti con specifiche materie plastiche che resistono al calore e al tempo.
Quelli elettrici, invece, sono costituiti da materiali conduttori che si scaldano con il passaggio di elettricità per l’effetto Joule, fungendo da resistenza. Questo metodo risulta particolarmente efficace poiché i fili conduttori sono posizionati più in superficie rispetto ai tubi e riescono a scaldare prima il pavimento.

Come funziona l’impianto

diffusione del calore negli impianti radianti

Il calore dei tubi riscalda i materiali posti al di sopra fino a riscaldare in modo uniforme l’intera superficie radiante, ovvero tutta l’area di calpestio. Questa caratteristica è particolarmente indicata per chi soffre di allergie perché, al contrario della convezione, non si creano moti circolari di aria che sollevano polveri e residui.

La temperatura di funzionamento del sistema è bassa, circa 30-35°C. Quella dei normali termosifoni si aggira attorno ai 70°C. Questo consente un notevole risparmio energetico, anche se, per essere davvero conveniente, l’impianto deve soddisfare due condizioni imprescindibili:

  1. restare possibilmente acceso 24 ore su 24. Infatti, questo è un sistema ad elevata inerzia termica, ovvero, per riscaldare il massetto o, comunque, il pavimento che riscalderà l’ambiente è necessario molto tempo;
  2. l’abitazione deve possedere un ottimo isolamento termico dell’involucro che permetta di essere climatizzata senza dispersione di calore.

Vantaggi e svantaggi

Queste caratteristiche fanno sì che il riscaldamento a pavimento non si adatti ad ogni condizione e che la sua realizzazione vada valutata con attenzione da professionisti, che possano dimensionarlo correttamente, considerando vantaggi e svantaggi.

I maggiori vantaggi sono:

  • miglior sfruttamento ed estetica degli ambienti interni, grazie all’assenza di termosifoni, condizionatori e radiatori;
  • minori costi di esercizio nelle 24h grazie alla bassa temperatura, sia ad acqua che elettricità, che permettono un risparmio di circa il 25% sul riscaldamento;
  • nessun costo di gestione e manutenzione se l’impianto viene realizzato con materiali di alta qualità e da professionisti;
  • diffusione uniforme del calore, che permette di non creare correnti di aria e di polveri;
  • convenienza maggiore per l’alimentazione elettrica, se l’elettricità è prodotta da fonti rinnovabili e gratuite;
  • risparmio ulteriore, di circa il 40%, se l’impianto è associato ad una pompa di calore per scaldare l’acqua;
  • anche se non efficace come un condizionatore, è possibile utilizzare l’impianto per rinfrescare la casa inviando acqua fredda, a circa 15°C, in estate;
  • è possibile aumentare il riscaldamento di alcune zone della casa infittendo la rete di tubi.

Le caratteristiche del radiante che da alcuni possono essere considerate poco vantaggiose sono invece rappresentate dall’alta inerzia termica, che non consente un rapido cambiamento di temperatura all’accensione dell’impianto. Questo ritardo termico rende il radiante poco conveniente se in casa si vive principalmente mattina e/o sera, mentre rappresenta la soluzione ideale se si gode l’ambiente casalingo durante l’arco della giornata.
Altro potenziale svantaggio sta nell’aumento dello spessore del pavimento (fino a 10 cm), nel caso di integrazione dell’impianto successiva alla costruzione della casa e nel fatto che la presenza di grandi mobili o tappeti limita localmente la diffusione del calore.

I costi del pavimento radiante

In generale, i costi per un impianto termico a pavimento sono più alti di circa il 30% rispetto agli impianti tradizionali, da una parte perché vanno considerati le spese di progettazione necessarie perché il professionista faccia valutazioni accurate sull’isolamento termico della casa e calcoli il calore ottimale al pavimento, dall’altra perché i costi di installazione sono più alti a causa della maggior quantità di materiali e per la necessità di manodopera specializzata.
In relazione alla quantità di materiale e al fabbisogno energetico della famiglia, il costo al metro quadro va da 35€ a 75€, per una media di 50€ al m2. Ad esempio, per un appartamento di 100 m2 il costo dell’impianto chiavi in mano sarà di circa 6000€.
La spesa, però, se le condizioni di isolamento ed esercizio sono adeguate, si recupera attraverso il risparmio energetico sui consumi ed economico sulla manutenzione, assente per circa 15 anni. Dopo tale periodo, comunque, è utile far fare un controllo di efficienza per mantenere inalterata la produzione di calore.
Attraverso le detrazioni fiscali, inoltre, c’è la possibilità di usufruire ancora per il 2017 (e sembrerebbe anche per il 2018), dell’Ecobonus per i lavori di efficientamento energetico dell’abitazione.

Ultimi consigli

Il riscaldamento a pavimento è sicuramente una fonte stabile di calore, uniforme e pulito. È maggiormente consigliabile in nuove costruzioni, ma può essere installato anche durante la riqualificazione energetica dell’abitazione. È necessario, però, che il suo funzionamento si possa mantenere attivo 24h al giorno, data la sua forte inerzia termica, ed accertarsi che la casa sia ben isolata termicamente, affinché sia davvero conveniente.
Durante l’installazione è bene prevedere che ogni stanza possa avere il proprio termostato, così da consentire di scegliere una temperatura ottimale differenziata per i vari ambienti.
È anche un’ottima cosa farsi consegnare dal proprio installatore una mappa dettagliata della disposizione delle tubature. In questo modo, sarà più facile e meno oneroso trovare e riparare un eventuale guasto.
In caso di perdite di acqua, in particolare, se non si interviene in modo mirato e tempestivo, si rischiano danni al rivestimento del pavimento.

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