Classificazione sismica

Sismabonus: Cos’è e a cosa serve la classificazione sismica?

Superbonus2020, la classificazione sismica in Italia

L’Italia è una delle Nazioni europee con un alto rischio sismico. Il patrimonio immobiliare italiano è molto vecchio e non in linea con gli standard di edilizia antisismica. Da alcuni anni, con la Legge di Stabilità 2017, si è passati a gestire il problema non in fase emergenziale ma di prevenzione.

Attraverso il Decreto Rilancio si punta ad aumentare le detrazioni fiscali inizialmente previste (50/85%), portandole al 110%, per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 e forse 2022.
Il livello di pericolo che divide il territorio italiano è segnalato in:

  • Zona 1: è la zona con più alta probabilità che avvenga un terremoto
  • Zona 2: in questa zona è possibile che avvenga un terremoto
  • Zona 3: in questa zona è meno probabile che avvenga un terremoto rispetto alla zona 1 e 2
  • Zona 4: è la zona meno pericolosa, è molto bassa la probabilità che avvenga un terremoto

Classifica sismica

La mappa che ne emerge è che circa l’80 per cento del territorio italiano è a rischio sismico.
Il sismabonus può essere sfruttato per ogni lavoro di ristrutturazione rivolto a migliorare la prestazione sismica, a patto che l’edificio non si trovi in zona 4. Rappresenta dunque una eccezionale occasione per mettere in sicurezza il patrimonio immobiliare italiano e rendere più sicure le nostre case, usufruendo di una detrazione fiscale.
Le spese complessive per la messa in sicurezza non devono essere superiori a 96.000 euro per unità immobiliare e la detrazione deve essere ripartita in 5 quote annuali di pari importo.
Tra le spese detraibili per la realizzazione degli interventi antisismici rientrano anche quelle per la classificazione e verifica sismica degli immobili.
Infine, il titolare della casa può decidere se cedere il credito all’impresa che ha effettuato i lavori o a un istituto bancario

Cos’è la certificazione sismica?

La certificazione sismica è il documento tramite il quale un tecnico abilitato valuta qual è il rischio sismico a cui è sottoposto un determinato immobile. Il tecnico ha due parametri come

  • Perdita Annuale Media: prende in considerazione le perdite economiche che avvengono ai danni agli elementi strutturali e non, con riferimento ai costi di ricostruzione/ristrutturazione (CR) dell’edificio.
  • Indice di sicurezza della struttura che determina il raggiungimento dello Stato Limite di Salvaguardia della Vita.

Quali sono le classi di rischio della certificazione Sismica

La classe di rischio definite dalla certificazione sismica sono 8: A+, A, B, C, D, E, F, e G.

Quando gli edifici sono nella classe G si trovano nel rischio massimo, mentre se abbiamo un immobile in classe A+ esso si trova nella classe con rischio minore. La classe indica in definitiva il grado di solidità sismica dell’edificio.

Certificato sismico: quanto dura, tempo di rilascio e cosa contiene.

Il certificato sismico ha una durata limitata nel tempo e non può superare la vita della struttura. E’ prevista una durata decennale e se ci sono aggiornamenti legislativi successivi al suo rilascio continua ad essere valido. I tempi del rilascio non sono quantificabili in quanto variano a seconda dei fattori. E’ obbligatorio per gli edifici esistenti per il quale il proprietario richiede incentivi ed agevolazioni. E’ necessario anche per i nuovi edifici e per quelli soggetti a interventi di rifacimento.

 

 

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