Norcia i cittadini comunicano a comprare Casette in Legno

Norcia: i cittadini cominciano a comprare casette in legno

A più di un mese di distanza dal sisma che il 30 ottobre 2016 ha scosso la terra dell’Italia centrale, la situazione della cittadina di Norcia si è polarizzata: da un lato alcune famiglie (poche, a dire il vero) in grado di potersi permettere delle casette in legno; dall’altro, tantissime persone costrette ad accamparsi in rifugi di fortuna, come auto o tende. E in tutta questa situazione, come tristemente accade sovente, gli aiuti tardano ad arrivare.

Norcia: il punto della situazione sulle case post-sisma

Norcia, un bellissimo paese tra le colline umbre, ha ormai l’aspetto di un grande circo a cielo aperto, dove oltre cinquemila persone si arrangiano come possono vivendo, o meglio, sopravvivendo alla devastazione del terremoto, in rifugi precari e sovraffollati. Un rebus che ha dato vita alla prima ricostruzione self service nella storia dei sismi italiani.
La triangolazione tra Protezione civile regionale, sindaci e Regione Umbria ha portato i più i più concreti ad accelerare i tempi, organizzandosi in autonomia e a iniziare una propria personalissima rinascita. A lavorare per la medesima finalità sono nuclei di poche famiglie che, dopo aver individuato il posto giusto (dotato di rete fognaria e allacciamento idrico), hanno comprato delle casette in legno.

Le casette in legno: l’ancora di salvezza contro gli eventi sismici

Anche Roberto Pasqua, a capo della Comunanza agricola di Castelluccio, si divide tra un’abitazione in cemento a poca distanza da San Benedetto del Tronto e una di legno a Norcia. “Della fornitura di energia elettrica – dice Pasqua – se ne occupano i tecnici dell’Enel, che intervengono su richiesta ovunque sorgano questi piccoli villaggi-ranch“. In questo modo tante persone, consapevoli dei lunghissimi tempi d’attesa, sono corse ai ripari per tornare, nel minor tempo possibile, alla normalità. Nessuno, infatti, vuole rientrare nelle proprie case, neppure chi potrebbero farlo. La paura è troppa e in molti temono il rischio di eventuali crolli. Per tale ragione, la maggior parte dei nursini ha scelto di puntare sulle case in legno, molto più stabili e sicure, soprattutto dal punto di vista sismico. Tuttavia, nonostante si tratti di abitazioni con elevate prestazioni (termiche, acustiche, energetiche e sismiche) e dal costo contenuto (si parla in termini di poche migliaia di euro) non tutti possiedono una liquidità immediata per realizzarle.

Container e casette in legno: per alcuni ma non per tutti

Come spesso avviene in queste circostanze, le decine di bandi di gara e poteri straordinari sottratti alla Protezione civile hanno notevolmente rallentato i processi decisionali e i tempi di ricostruzione sembrano infiniti per gli abitanti di Norcia che si vedono abbandonati al loro destino. L’unica valida alternativa per chi non può permettersi una casetta in legno (con costi che variano dai 3000 agli 8000 euro) restano i container collettivi, ma in tanti non sono d’accordo perché vorrebbero una struttura per ogni nucleo familiare. Il vice della Marini, Fabio Paparelli, rassicura, tuttavia, che ogni container sarà modulare e con una conformazione simile a un ostello: una magra consolazione per chi, prima del sisma, possedeva una casa di proprietà, acquistata il più delle volte dopo una vita di sacrifici. Ma anche ottenere un alloggio nel container, non sarà un’impresa semplice. La legge, infatti, è molto precisa a riguardo: avrà diritto a questo tipo di abitazione soltanto chi possiede una casa di categoria “E” (inagibile per rischio strutturale). E quale sarà il destino di chi abitava in una casa di categoria “C” oppure “D”, cui appartengono gli edifici che hanno subito danni rilevanti?

A Norcia tante casette in legno disabitate

Un dato ancor più preoccupante è stato portato alla luce dalla trasmissione televisiva “Le iene“, andata in onda il 6 novembre 2016. Dal report condotto sulla situazione di Norcia, è emerso, infatti, che nelle immediate vicinanze della cittadina umbra vi siano diverse casette in legno pronte per essere abitate e che, con un minimo di manutenzione, potrebbero essere occupate nell’immediato. Eppure, il presidente della Regione Umbria ha risposto che quelle abitazioni sono troppo datate e non trasferibili. Possibile che delle case in legno del 1997, mai abitate finora, siano meno confortevoli di una tenda o, ancora peggio, di un’automobile? A favore delle casette in legno preesistenti si sta battendo anche Andrea Liberati, consigliere regionale del M5s, che ha chiesto per i nursini l’assegnazione immediata di questi fabbricati, anziché la costruzione ex novo di nuove abitazioni in legno. La Regione Umbria, infatti, di recente ha indetto un bando per la realizzazione di nuove casette in legno, prevedendo la consegna nell’estate del 2017. E, intanto, la neve già scende su Norcia.

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