Impianto fotovoltaico domestico

Impianto fotovoltaico domestico: perché ancora conviene?

Sia che si faccia per risparmiare sulla bolletta, sia che si voglia far risparmiare all’ambiente tonnellate di CO2, un impianto fotovoltaico è ancora, sicuramente, un buon investimento, soprattutto per chi ha optato per una casa in bioedilizia, rispettosa dell’ambiente e con attenzione al risparmio energetico.
Infatti, nonostante la cessazione del Conto Energia, che negli anni passati ha elargito una gran quantità di incentivi a chi avesse installato un impianto, ancora oggi le agevolazioni ed il risparmio sul consumo ne garantiscono la convenienza, fornendo un tempo di payback, ovvero di recupero dei soldi investiti, di circa 6-8 anni e assicurando un guadagno per almeno i 15-20 anni successivi. L’importante è scegliere l’impianto con attenzione ed aver chiari alcuni concetti. Vediamoli insieme.

L’impianto fotovoltaico

Innanzitutto è bene conoscere come è fatto un impianto fotovoltaico per potersi orientare e capire meglio cosa scegliere.
Senza entrare nel dettaglio tecnico, le sue principali componenti sono:

  • il modulo o pannello fotovoltaico: composto da celle fotovoltaiche al silicio che convertono l’energia solare in energia elettrica. Può essere monocristallino (più efficiente, ma più costoso), policristallino (il più comune) o amorfo (poco usato per la scarsa efficienza);
  • l’inverter: è un dispositivo che converte l’energia continua prodotta dal pannello in energia alternata, utilizzabile dagli apparecchi elettrici;
  • un contatore dell’elettricità prodotta, utile a monitorare l’impianto;
  • eventuali sistemi di accumulo (batterie) per l’utilizzo differito dell’energia;
  • un contatore di scambio bidirezionale per connettere l’impianto alla rete elettrica esterna ed effettuare lo scambio sul posto.

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Si tratta di un sistema efficiente e conveniente, benché vada considerato come un investimento nel medio periodo. Superata la soglia del payback, inizia un guadagno in termini di risparmio che può arrivare a 10.000 € in 20 anni, al netto dell’investimento.
Inoltre, l’impianto fotovoltaico, migliorando la classe energetica dell’edificio su cui è installato, ne aumenta il valore economico.

Dimensionamento dell’impianto

Al tempo del Conto Energia, per ricevere un’alta quota di contributi, conveniva installare l’impianto più grande possibile all’interno del proprio scaglione, così da utilizzare l’energia prodotta e vendere il surplus al gestore ad un prezzo conveniente.
Oggi gli incentivi non ci sono più ed il prezzo dell’energia venduta è piuttosto basso. Così, la miglior strategia da mettere in atto è dimensionare l’impianto in base ai consumi reali dell’abitazione. Durante la fase di progettazione è bene tener presente anche la possibilità di un aumento futuro di consumo, dovuto, ad esempio, all’installazione di condizionatori o piastre elettriche in cucina. In questo modo si possono ottimizzare l’investimento e la produzione energetica e fare in modo che l’energia prodotta venga per la maggior parte consumata direttamente.

L’Autoconsumo e lo Scambio sul posto

Il segreto per guadagnare con un impianto fotovoltaico domestico, infatti, risiede proprio nel mantenere alto il livello di autoconsumo, cioè il consumo dell’energia gratuita autoprodotta. Concentrando l’utilizzo di energia nel periodo del giorno in cui questa è generata dai pannelli, se ne limita l’immissione in rete, detta scambio sul posto, che oggi non è più così conveniente. In pratica, il valore di un kWh prodotto e consumato direttamente è più grande rispetto a quello di un kWh venduto. In più, quando l’energia venduta deve essere riacquistata, subisce un rincaro dovuto ad oneri di distribuzione, tasse ed accise. È per questo che conviene attuare comportamenti utili ad aumentare l’autoconsumo, come attivare lavatrici, lavastoviglie, ferri da stiro ed altri carichi nelle ore di maggior produzione. Esiste, comunque, un modo per tamponare le perdite di energia.

I sistemi di accumulo

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Le batterie rappresentano un’ottima soluzione al problema dello spreco di energia prodotta. Possono immagazzinare elettricità e fornirla quando se ne ha bisogno, nelle ore di minor produzione dell’impianto, senza dover attingere dalla rete ed acquistare kWh a prezzi molto più alti di quelli di vendita.
Ovviamente, sebbene le tecnologie migliorino di anno in anno abbattendo i costi, delle buone batterie, ottimizzate sulla dimensione dell’impianto, hanno un notevole impatto sull’investimento iniziale, pur permettendo una maggior efficienza.
Anche nel caso in cui le batterie non venissero inserite nel progetto dell’impianto, consigliamo, comunque, di dotarlo di inverter predisposto alla connessione con sistemi di accumulo, così, nel momento in cui si decidesse di acquistare le batterie, non sarà necessario sostituirlo.

Posizione e fasce climatiche

Ma veniamo ad altre questioni fondamentali quando si parla di fotovoltaico. Come sappiamo, l’irradiazione solare arriva al suolo con un’inclinazione diversa in base alla latitudine. Per questo è importante che i pannelli fotovoltaici, oltre ad essere esposti il più possibile a Sud, siano adeguatamente angolati in base al luogo in cui si trovano. Un modulo perde ben il 30% di rendimento se posto in verticale, a 90°. In linea generale, per un’inclinazione corretta in Italia, andiamo dai 30° della Sicilia, ai 38° dell’Alto Adige.zone-climatiche-ita

Oltre alla latitudine, gioca un ruolo importante anche il clima. Abbiamo già parlato delle zone climatiche e del diverso approccio costruttivo che implicano, anche nella scelta dell’impianto fotovoltaico esse giocano un ruolo fondamentale. Alcune fasce climatiche italiane, che vanno da A ad F, sono infatti caratterizzate da scarso soleggiamento a causa di climi umidi e nebbiosi e il progettista dovrà fare attenzione a dimensionare l’impianto in modo da compensare la scarsa quantità di Sole.
Lo stesso vale per l’ombreggiamento dovuto ad alberi o ad altri edifici circostanti.
In generale, un impianto fotovoltaico residenziale per una famiglia che consuma approssimativamente 4000 kWh all’anno:

  • al Nord dovrà essere di circa 3,5 kWp,
  • al Centro di 3 kWp,
  • al Sud di circa 2,75 kWp.

Ovviamente, per capire se sia possibile l’installazione, si deve calcolare anche la superficie che sarà occupata dall’impianto, in genere posizionato sul tetto dell’abitazione. In base all’esposizione, si possono considerare circa 8-10 mq di spazio occupato per kWp di potenza.

Per avere maggiori informazioni riguardanti le caratteristiche ambientali di una zona, su Immobilgreen.it è possibile richiedere il Rapporto Ambientale del Terreno (R.A.T.). Si tratta di una relazione, con carte e dati, basata su banche dati nazionali riguardante la geologia, la sismicità, la pericolosità di frana e alluvione, il clima, l’irraggiamento solare, la ventosità e molti altri aspetti che riguardano l’ambiente in cui ricade un terreno da vendere o comprare.

Come scegliere l’installatore

La scelta dell’installatore è un punto critico. Sarà lui, infatti, a progettare l’impianto fotovoltaico in base alle condizioni e alle reali esigenze del Cliente, a prendere le decisioni tecniche e ad occuparsi dei lavori di realizzazione e, inevitabilmente, è in lui che sarà riposta la fiducia del Committente. Per questo, consigliamo di scegliere un’impresa che abbia già svolto molti lavori e che possa mostrarli; che negli ultimi anni abbia rinnovato le tecnologie e i materiali utilizzati e sia rimasta aggiornata con i regolamenti nazionali e locali; che utilizzi materiali di aziende riconosciute e solide, così da garantire l’eventuale assistenza e reperibilità di pezzi di ricambio.
Un altro consiglio è quello di stipulare, almeno per i primi 2 anni, che sono quelli più a rischio, un accordo di monitoraggio e manutenzione.
Buona norma è quella di informarsi anche sulle garanzie offerte dall’installatore. Generalmente, i moduli hanno una garanzia di 10 anni per le parti meccaniche e 25 anni sulle prestazioni energetiche (con previsione di calo di rendimento del 10% in 10 anni e 20% in 25 anni). Gli inverter sono garantiti da 5 a 10 anni e l’impianto complessivo, in caso di problemi dovuti a negligenze, è garantito 2 anni.
Resta sempre valida comunque l’opzione di informarsi preventivamente su internet, magari simulando varie soluzioni di impianto sui numerosi siti che offrono questo servizio, per potersi fare un’idea di base dei costi e confrontare le diverse possibilità.

Prezzi ed incentivi

Veniamo quindi alla parte economica. Senza giri di parole, diciamo subito che un impianto onnicomprensivo, ovvero dotato di fase progettuale ad hoc, recupero di permessi ed autorizzazioni, materiali di qualità, installazione, connessione alla rete, garanzie e costi per la sicurezza, ha un costo che si aggira attorno ai 2.100 € per kWp. Quindi, considerando la famiglia del centro Italia dell’esempio precedente, con un impianto da 3 kWp, il costo sarà di circa 6.300 €.
D’altro canto, anche se il Conto Energia non è più attivo, esistono sgravi fiscali di notevole entità per chi volesse installare un impianto oggi, come la detrazione IRPEF del 50% sui costi dell’intero impianto per le persone fisiche, le quali potranno recuperare i soldi investiti in 10 anni. Inoltre, questo tipo di installazione gode di un’aliquota IVA agevolata al 10% anziché al 22%.

Per concludere, qualche ulteriore consiglio

Abbiamo detto che integrare un impianto fotovoltaico in una casa, soprattutto se costruita secondo i principi della bioedilizia, è conveniente sia dal punto di vista economico, che da quello ecologico, ma bisogna fare attenzione ad alcuni principi come:

  • dimensionare l’impianto sulla base delle reali esigenze energetiche;
  • cercare di consumare la maggior parte dell’energia prodotta;
  • considerare anche l’installazione di batterie;
  • valutare l’ambiente circostante per ottimizzare l’efficienza dei pannelli fotovoltaici;
  • scegliere con cura l’installatore;

Oltre a questi suggerimenti, affinché l’impianto sia sempre produttivo ed efficiente, consigliamo di installare sui moduli un sistema di ottimizzazione e continuità di produzione dell’energia, per evitare che un pannello guasto possa influenzare negativamente l’intero sistema.
È sempre bene, almeno una volta l’anno, preferibilmente in primavera, pulire i pannelli in modo che l’irraggiamento solare sia pienamente efficace.
Inoltre, per massimizzare i guadagni, si consiglia l’utilizzo di pompe di calore per il riscaldamento della casa, così da consumare la corrente prodotta gratuitamente invece del gas.

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