Idee di Investimento su Terreno Agricolo lo Zafferano

Idee di Investimento su Terreno Agricolo: lo Zafferano

Gli usi originali e redditizi di un terreno agricolo

Continua, dopo l’articolo sulla coltivazione della Canapa, il filone delle idee originali per mettere a frutto un terreno agricolo. Un terreno agricolo, lo ricordiamo, è una porzione omogenea di territorio che, secondo l’Art.2 del D.M. 2 aprile 1968, n. 1444, rientra nella lettera “EParti del territorio destinate ad usi agricoli”.

Anche se su questa tipologia di lotto insiste, comunque, un certo grado di edificabilità, non è possibile costruirci una casa residenziale e può capitare di possedere un campo e non sapere bene cosa fare per ricavarne una rendita.

Per questo motivo, proponiamo alcune idee che possano solleticare la fantasia imprenditoriale dei nostri lettori e che potrebbero risultare un buon investimento sul loro terreno.

Oggi parliamo della coltivazione dello zafferano.

Cos’è lo zafferano

Per zafferano si intende una spezia profumata e saporita che si ricava dai fiori, più precisamente dagli stigmi, del Crocus sativus, un’Iridacea che viene anche chiamata zafferano vero.

illustrazione zafferanoIl Croco è composto di un bulbo di forma semisferica che si trova sotto terra e da foglie e i fiori fuori terra. La pianta, che fiorisce in autunno, è originaria dell’Iran, Turchia o Grecia. Può raggiungere i 30 cm di altezza e dai suoi fiori, circa 4 per pianta, vengono raccolti ed essiccati gli stigmi, 3 per fiore. Il risultato è una spezia intensamente colorata di arancione rossastro, con un sapore particolare ed un elevato potere colorante.

Si tratta di una delle spezie più famose e costose al mondo ed è utilizzata per cucinare, ma anche per la tintura dei tessuti, grazie ad un carotenoide, la crocina, che è un pigmento naturale di colore giallo ocra. Ha anche proprietà antiossidanti e nutritive di elevato interesse.

Oggi lo zafferano è coltivato in tutta l’area mediterranea e dell’Asia Minore, India compresa, ma anche oltre oceano, in Nord America e in Australia. In Italia il clima permette un’ottima crescita di questa specie ed alcune regioni, come Sardegna, Marche, Abruzzo, Toscana ed Umbria, sono particolarmente adatte alla sua diffusione, permettendo vaste coltivazioni.

Per iniziare la coltivazione

Intanto, come dicevamo, lo zafferano fiorisce in autunno ed è, pertanto, una pianta stagionale. Dunque, è bene ricordare che è improbabile riuscire a basare la totalità dell’attività agricola solo sulla sua produzione. Infatti, a causa del molto lavoro di produzione, può essere coltivato in piccoli appezzamenti (molto difficilmente si arriva all’ettaro), dando, tuttavia, ottimi risultati.

Il terreno ideale per uno zafferaneto è posizionato ad un’altitudine di circa 600 m s.l.m., ha una certa pendenza che permetta lo scorrimento dell’acqua ed è composto da un rapporto medio di sabbia e limo. Da evitare i ristagni di acqua ed i terreni argillosi ed umidi.

Per quanto riguarda il clima, la piovosità del periodo invernale dovrebbe essere media, circa 60-80 mm annui, e il periodo estivo ideale è piuttosto secco. Il freddo invernale non rappresenta un problema, ma la nebbia persistente è sfavorevole.

Per conoscere le informazioni ambientali e climatiche del proprio terreno, si può richiedere un Rapporto Ambientale del Terreno, una relazione, redatta da Immobilgreen, con dati ed immagini.

Lo zafferano, probabilmente per la selezione subita nei millenni in cui è stato coltivato, non è una pianta che produce seme. Pertanto la sua “riproduzione” è affidata all’uomo, attraverso la moltiplicazione vegetativa, ovvero un sistema agronomico in cui la pianta clona i propri bulbi che, poi, vengono recuperati e ripiantati. Quindi, per prima cosa, bisogna acquistare dei bulbi ed è possibile farlo con diversi canali, come internet (verificate sempre la qualità prima di fare grandi acquisti), forum e fiere di agraria, presso aziende riconosciute ed associazioni. I bulbi italiani sono molto rinomati.

Come si coltiva

I bulbi, che dovranno avere un diametro medio di 3 cm per garantire una buona fioritura, vanno piantati tra luglio ed agosto ad una distanza di circa 12 cm e ad una profondità di circa 10 cm. Le file saranno distanti circa 20 cm.

Lo zafferano non ha necessità di essere irrigato, poiché nei periodi in cui ha bisogno di più acqua ci sono le precipitazioni tipiche del nostro clima.

Non servono attenzioni particolari, salvo l’estirpazione delle erbe infestanti per mantenere pulito il terreno e la rimozione delle lumache durante la fioritura. Animali come topi e altri roditori (ma non le talpe che sono carnivore) possono cercare di mangiare i bulbi. La malattia più comune è il marciume del bulbo provocato da un fungo, il fusarium.

La raccolta dei fiori, che persistono circa 10 giorni, si fa tra ottobre e novembre. La cosa migliore è raccogliere tutto il fiore, prima che si schiuda, e fare la mondatura degli stigmi, rimuovendo petali e polline, in un ambiente più comodo. Dopo la raccolta, gli stigmi vanno essiccati o con un forno ventilato o con l’essiccatore.

Si può scegliere una coltivazione annuale o poliennale, ma alla fine del ciclo, andranno comunque raccolti, facendo attenzione a non danneggiarli, i bulbi per la moltiplicazione. È buona norma eseguire una rotazione del terreno con un ciclo di almeno 6 anni, in modo di abbassare il rischio di fusarium.

I costi per la coltivazione

Iniziamo con il dire che il costo elevato dello zafferano è dovuto, essenzialmente, alla sua difficoltà di produzione. Per produrre 1 kg di questa spezia occorrono circa 100.000 fiori e, tra ciclo dei bulbi, raccolta dei fiori, mondatura ed essiccazione, ci vuole fatica, tempo e manodopera.

Il costo medio di un bulbo di circa 3 cm è di 0,30-0,60 € e l’investimento iniziale più sostanzioso è l’acquisto dei bulbi. Facciamo un esempio pratico per un terreno quadrato di circa 10 m per lato. Si potranno piantare circa 80 bulbi per fila e le file saranno 50.

Quindi in un campo di 100 m2 si potranno piantare:

80 x 50 = 4000 bulbi

che per un prezzo medio di 0,50 €:

4000 bulbi x 0,5 € = 2000 €.

C’è, ovviamente, da dire, che, salvo malattie o funghi, i bulbi si acquistano solo una volta e negli anni successivi si producono autonomamente, con un aumento di margine di circa il 30-40%. Conviene, quindi, iniziare con piccoli appezzamenti ed ingrandirsi nei cicli successivi.

Tra i costi, naturalmente, c’è la manodopera ed il tempo per il lavoro certosino di raccolta e mondatura.

I possibili guadagni

Da come di intuisce, il fatto che lo zafferano costi molto al dettaglio non è direttamente proporzionale ai guadagni che si possono fare coltivandolo. Quel prezzo è dovuto al lavoro necessario per produrlo e non ad una richiesta smisurata del mercato. Comunque, fatti i dovuti calcoli sui costi/benefici prima di avviare l’attività, si possono ottenere guadagni interessanti. Diamo alcuni spunti.

I modi per guadagnare sono essenzialmente due:

  1. Vendere i bulbi

Ad aziende o privati. Il valore dei bulbi varia in base a qualità e a dimensioni, andando dai 0,10 agli 0,80 € al pezzo. Conviene avere qualche certificazione per garantire il prodotto ed ottenere più clienti. La raccolta e vendita dei bulbi in eccedenza permette di guadagnare anche nei mesi fermi.

  1. Vendere lo zafferano commerciale

Mediamente, il costo dello zafferano si aggira attorno ai 22€ al grammo. Considerando l’esempio del terreno di 100 m2 e 4 fiori a bulbo, con 4000 bulbi si possono produrre 160 g di zafferano (circa 0,01 g per fiore), vendibili al dettaglio a 3520 €, da cui vanno tolti la spesa per l’acquisto dei bulbi (solo per il primo anno), la manodopera e le tasse.

Concludendo

Per concludere, la produzione dello zafferano è sicuramente laboriosa, ma si possono ottenere risultati economici ragguardevoli, anche se non eccelsi. Si consiglia di iniziare con piccole metrature, non oltre 200 m2, per prendere confidenza, non spendere troppo all’inizio e produrre i bulbi. Il primo anno è il più difficile, dato il costo dei bulbi, ma trovati i canali di vendita giusti, si può procedere in modo più spedito e concreto negli anni successivi.

Senza contare il fatto che un risotto alla milanese con zafferano prodotto in casa ha un sapore impareggiabile!

 

 

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